██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Alpi
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Le mweaAlpi sono la mweqcatena montuosa più importante d'mwegEuropacite-ref-2[2], situata a cavallo dei confini di mwfwItalia, mwgaFrancia, mwgqSvizzera, mwggLiechtenstein, mwgwGermania, mwhaAustria, mwhqSlovenia e, sia pure in modo del tutto marginale, mwhgUngheriacite-ref-hun-1-1[1] e mwiwMonaco. Separano l'mwjaEuropa centrale da quella mwjqmeridionale e racchiudono la mwjgregione geografica italiana, comprendendo al loro interno le vette più alte del continente europeo, tra cui il mwjwMonte Bianco, che con i suoi mwka4807 m d'altezza è la montagna più alta delle Alpi, d'mwkqItalia, di mwkgFrancia, dell'mwkwUnione Europea; secondo la diffusa convenzione che pone i confini euroasiatici lungo la mwlaLinea di von Strahlenberg, il Monte Bianco è anche la montagna più alta del continente europeocite-ref-3[3].
Contents
• Storia
• Medioevo
• Toponimo
• Prealpi
• Geologia
• Clima
• Ambiente
• Flora
• Fauna
• Turismo
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Generalità
Nell'ambito europeo questa catena montuosa assume notevole importanza, sotto numerosi aspetti: geografici, storici, culturali e naturalistici; in particolare la natura alpina è contraddistinta da molti ambienti incontaminati, perché protetti da condizioni geografiche particolari e da una precoce attenzione alla loro conservazione; non è un caso che il primo mwnaparco nazionale d'Europa sia stato istituito nelle mwnqAlpi svizzere nel 1914cite-ref-4[4] e che l'Italia e la Francia abbiano i loro più antichi parchi nazionali situati proprio nelle Alpicite-ref-5[5]; significativo inoltre è il fatto che ben diciassette siti alpini appartengono al mwpgpatrimonio dell'umanità, quattro per criteri naturalistici e tredici per criteri culturali.
L'area alpina ha una popolazione di 14 milioni di persone nell'intera areacite-ref-6[6] e possiede una forte identità culturale, che spesso supera i confini nazionali; si può infatti parlare di "civiltà alpina"cite-ref-7[7], di "cultura alpina" e di "folclore alpino"cite-ref-8[8]. Anche a livello economico le Alpi presentano molti elementi di omogeneità; infatti nei villaggi alpini di ogni nazione è fiorente la cultura tradizionale dell'agricoltura di mwtamontagna, della produzione di mwtqlatte e mwtgformaggio e della lavorazione del mwtwlegnocite-ref-9[9], sebbene l'attività mwvaturistica, che cominciò a svilupparsi all'inizio del mwvqXX secolo, si espanse notevolmente dopo la mwvgseconda guerra mondiale, fino a diventare l'attività economica dominante in gran parte del territorio alpino. Le attrattive naturali delle Alpi sono infatti meta di un considerevole flusso turisticocite-ref-10[10]: ogni anno vi si recano 120 milioni di visitatoricite-ref-11[11]
Anche per ciò che riguarda gli mwyasport invernali, le Alpi rivestono un'importanza notevole; a riprova di ciò, dieci edizioni dei mwyqgiochi olimpici invernali, sulle ventitré in tutto disputate, sono state ospitate nelle mwygAlpi svizzere, mwywfrancesi, mwzaitaliane, mwzqaustriache e mwzgtedeschecite-ref-12[12].
Storia
La storia della mweacolonizzazione delle Alpi ebbe inizio con la fine dell'mwequltima glaciazione (circa mweg15 000 anni fa), quando la fusione dei ghiacci incominciò a rendere abitabili vaste zone vergini. Nella tarda preistoria i laghi prealpini ospitavano mwewvillaggi palafitticoli. Il testimone più famoso di quest'epoca è l'mwfauomo di Similaun (detto anche "Ötzi").
Nell'età del ferro (circa 1200 a.C. a 1000 d.C.), dai Reti e Camuni (mwfgAlpi Retiche), dai mwfwVeneti e mwgaIlliri (le mwgqAlpi Orientali), dai Celti delle culture di mwggHallstatt e di mwgwLa Tène (il versante settentrionale). Intorno alla metà del primo millennio i Celti irruppero a sud delle Alpi e invasero buona parte del versante meridionale e occidentale, prima abitati da mwhaLiguri.
A tali quattro gruppi etnici appartenevano i popoli, politicamente organizzati in piccoli Stati o confederazioni tribali, esistenti all'arrivo dei mwhgCartaginesi e dei Romani. Durante la mwhwseconda guerra punica avvenne il mwiapassaggio delle Alpi forse attraverso il mwiqcolle del Moncenisio in mwigval di Susa da parte dell'mwiwesercito di Annibale con gli mwjaelefanti. Alla fine della seconda guerra punica l'Italia settentrionale divenne la mwjqprovincia romana della mwjgGallia Cisalpina. Tuttavia, le Alpi rimanevano in buona parte autonome.
Una quarantina di popoli delle Alpi Occidentali furono combattuti e vinti dai mwkaRomani nel mwkq15 a.C. A commemorare la vittoria fu costruito il mwkgTrofeo di Augusto, che si può vedere a mwkwLa Turbie: rappresenta, per i francesi, la porta d'ingresso alla catena alpina. Alcuni popoli mantennero una certa autonomia sotto l'Impero romano e non furono inglobati in alcuna delle province, bensì mantennero un'amministrazione particolare: si tratta dei regni di mwlaMarco Giulio Cozio e dei Graii. A ricordo di tale trattamento privilegiato rimangono gli archi di Augusto eretti nelle rispettive capitali, mwlgSusa e mwlwAosta.
Da quanto descritto, si capisce che nell'antichità le Alpi Occidentali erano le Alpi per antonomasia, attraversate da Annibale e da Giulio Cesare. Anche il nome "mwmqAlpes", che è utilizzato nel senso moderno per la prima volta in latino, è preso in prestito da una lingua parlata nelle Alpi Occidentali, probabilmente ligure, in cui significava semplicemente "montagne".
Medioevo
Durante il mwnaMedioevo, le Alpi furono una delle aree dell'Europa occidentale meno toccate dal mwnqfeudalesimo, in quanto il territorio non produceva abbastanza, oltre a quanto necessario alla famiglia del contadino o del pastore, per permettere di dare una parte del raccolto al mwngfeudatario. In effetti, i territori alpini non erano di alcun interesse economico per gli Stati della pianura, ma erano strategici su un piano militare.
Cosicché, ci furono due tendenze, spesso riscontrabili nello stesso territorio: da un lato, parecchi territori alpini godevano di una sostanziale autonomia interna, pur appartenendo a uno Stato confinante, che aveva diritto di tenervi guarnigione. Dall'altro lato, molti di essi erano organizzati come comuni rustici, piccole repubbliche di montanari o di piccoli nobili locali.
Il caso estremo di queste due tendenze è la Confederazione, pienamente indipendente, dei mwoqcantoni svizzeri. Tuttavia, godevano di autonomia all'interno dei rispettivi Stati anche gli mwogEscartons delle Alpi francesi e dell'alta mwowVal di Susa, le comunità delle mwpavalli valdostane e i tre "terzi" della mwpqValtellina, nonché le mwpgcontee di Bormio e mwpwChiavenna, le mwqaMagnifiche Comunità di Fiemme e di Fassa e la mwqqMagnifica Comunità di Cadore, che si autogovernava attraverso i propri mwqgstatuti.
Tutte queste autonomie locali cessarono con l'occupazione napoleonica dei vari Stati e l'Ottocento vide l'affermarsi delle amministrazioni centralizzate in tutti gli Stati alpini, forse esclusa la Svizzera. A partire dalla mwraseconda guerra mondiale questa tendenza si è invertita e, sia pure per motivi questa volta linguistici, territori come la Valle d'Aosta e le mwrqprovince di Bolzano e mwrgTrento hanno riottenuto un'autonomia che ricorda per certi versi quella di cui avevano goduto i territori alpini prima di Napoleone.
Toponimo
Il toponimo deriva dal latino mwtwAlpes, che può significare "pietra", "collina", "montagna", "mwuabianco". Si chiamano in mwuqfrancese mwugAlpes, in mwuwoccitano mwvaAups/Alps, in mwvqtedesco mwvgAlpen, in mwvwromancio mwwaAlps, in mwwqsloveno mwwgAlpe, in mwwwfriulano mwxaAlps. mwxqSesto Pompeo Festo nel suo Primo Libro attesta che il nome deriva da mwxgalbus (bianco), che i mwxwSabini pronunciavano mwyaalpus, e indicava il colore sempre bianco della catena innevata anche durante la stagione estivacite-ref-13[13].
Geografia
Limiti ed estensione
Secondo tutte le più diffuse convenzioni, il limite occidentale delle Alpi è la mw1qBocchetta di Altare o colle di Cadibona; il confine geologico è situato più a est, nei pressi del mw1gpasso dei Giovicite-ref-14[14], lungo una discontinuità tettonica denominata linea Sestri-Voltaggio.cite-ref-15[15]
Il limite orientale, invece, è identificato diversamente, a seconda delle varie convenzioni. Secondo la mw4qSuddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, il limite orientale si distende tra mw4gVienna, mw4wGraz, mw5aMaribor, mw5qLubiana e la mw5gSella di Godovicicite-ref-atlante-16-0[16]. Secondo la mw6wPartizione delle Alpi, invece, il limite orientale delle Alpi è il mw7aPasso di Vrata, dove iniziano le mw7qAlpi Dinarichecite-ref-atlante-16-1[16]. La mw8gsuddivisione didattica tradizionale italiana segue, come limiti della catena alpina, il criterio della "Partizione delle Alpi"cite-ref-17[17].
L'intero sistema montuoso si distende per circa mw-a1300 km, formando un arco tra l'mw-qItalia settentrionale, la mw-gFrancia sudorientale, la mw-wSvizzera meridionale, il mw-aLiechtenstein, la mw-qGermania meridionale, l'mw-gAustria e la mw-wSlovenia occidentale, raggiungendo con le sue estreme propaggini l'mwaqaUngheria occidentalecite-ref-18[18]. Tra mwaquVerona e mwaqyMonaco di Baviera, le Alpi raggiungono la larghezza massima (circa mwaqc250 km), mentre nella parte sud-occidentale si arriva a quella minima (la catena tra mwaqgSaluzzo e mwaqkGrenoble è larga circa mwaqo120 km)cite-ref-19[19]. L'arco alpino italiano presenta tre grandi archi concavi presso mwaq8Cuneo, mwaraVarese e mwareUdine e una parte convessa presso mwariVerona. Le Alpi settentrionali sono più lineari, con un unico arco presso mwarmGinevra.
Prealpi
Alcuni tratti della catena alpina sono detti "Prealpi"; si tratta dei rilievi montuosi periferici, tipicamente meno alti e posti a contorno della fascia mediana e più elevata delle Alpi. Si estendono sia sul versante esterno, sia su quello interno o italiano. Tutti i criteri più comuni di suddivisione della catena, di là dalle differenti denominazioni e di piccole variazioni di estensione, concordano nell'identificare questi settori prealpini: mwar4Prealpi di Provenza, mwar8Prealpi del Delfinato, mwasaPrealpi di Savoia, mwasePrealpi Lombarde, mwasiPrealpi Venete, mwasmPrealpi Carniche e mwasqPrealpi Giulie. Sono a volte definiti prealpini anche altri settori, ma su essi non c'è concordanza di vedutecite-ref-20[20].
Ripartizione montagne
| Paese | 2 000 m + | 2 500 m + | 3 000 m + | 3 500 m + | 4 000 m + | Totale | % [ 21 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Austria | 206 | 150 | 93 | 14 | 0 | 463 | 28,6 |
| Francia | 71 | 95 | 75 | 40 | 4 | 285 | 21,4 |
| Germania | 14 | 11 | 0 | 0 | 0 | 25 | 5,8 |
| Italia | 149 | 197 | 169 | 48 | 7 | 570 | 27,3 |
| Liechtenstein | 4 | 1 | 0 | 0 | 0 | 5 | 0.08 |
| Slovenia | 22 | 9 | 0 | 0 | 0 | 31 | 3,5 |
| Svizzera | 66 | 114 | 147 | 44 | 24 | 395 | 13,2 |
| Totale | 507 | 530 | 416 | 117 | 29 | 1 599 | 100 |
Montagne più alte
La montagna più alta è il mwazkMonte Bianco, posto al confine tra Italia e Francia, che con i suoi mwazo4808 m è il più alto d'Europacite-ref-22[22]. Si fornisce di seguito un elenco non esaustivo delle montagne più alte della catena.
• Monte Bianco (4808 m)
• Monte Rosa (4634 m)
• Dom (4545 m);
• Weisshorn (4505 m);
• Cervino (4478 m);
• Grand Combin (4314 m);
• Finsteraarhorn (4274 m);
• Grandes Jorasses (4208 m);
• Aletschhorn (4193 m);
• Dent d'Hérens (4171 m);
• Jungfrau (4158 m);
• Barre des Écrins (4102 m);
• Gran Paradiso (4061 m);
• Bernina (4049 m).
• Monti che superano i 3500 m
• Grivola (3969 m);
• Eiger (3967 m);
• Monte Pelvoux (3946 m);
• Ortles (3905 m);
• Gran Zebrù (3851 m);
• Monviso (3841 m);
• Großglockner (3797 m);
• Cevedale (3769 m);
• Aiguille de la Grande Sassière (3751 m);
• Palla Bianca (3738 m);
• Punta Roncia (3612 m);
• Monte Emilius (3559 m);
• Presanella (3558 m);
• Adamello (3554 m);
• Monte Leone (3552 m);
• Rocciamelone (3537 m);
Suddivisione
Anzitutto, si suole distinguere una mwaaccatena alpina principale, che corre lungo la mwaaglinea spartiacque tra mwaakEuropa centrale ed mwaaoEuropa meridionale. Essa inizia dalla congiunzione con gli mwaasAppennini e arriva al mwaawPicco dei Tre Signori, per poi dividersi in due; da una parte prosegue verso nord-est e con le sue ultime propaggini giunge in prossimità di mwaa0Vienna, mentre dall'altra parte prosegue verso sud-est giungendo sino al punto in cui si unisce alle mwaa4Alpi Dinariche.
Inoltre, come richiamato sopra, le sezioni della catena poste a contorno della zona mediana, tipicamente meno elevate, sono chiamate mwabaPrealpi. Per quanto riguarda la suddivisione del territorio alpino in sezioni, non esiste un unico criterio, universalmente accettato da tutti. Vengono pertanto riportati nei capitoli seguenti i punti di vista dei più diffusi criteri di suddivisione.
Partizione delle Alpi
A seguito del IX mwaboCongresso geografico italiano, svoltosi nel 1924, vennero ufficializzate nel 1926 le suddivisioni del sistema alpino sulla base del documento "Nomi e limiti delle grandi parti del Sistema Alpino". La Partizione delle Alpi è alla base di numerosissimi testi sulle Alpi; alcuni testi (2006-2007), la aggiornano, pur mantenendone i criteri fondamentalicite-ref-23[23]. Anche la mwab8suddivisione didattica tradizionale italiana segue la Partizione delle Alpi, a volte con alcune varianti.
La ripartizione principale individua tre grandi parti: mwacemwaciAlpi Occidentali, mwacmmwacqAlpi Centrali e mwacumwacyAlpi Orientali, suddivise a loro volta in 26 mwaccsezioni e 112 gruppicite-ref-24[24]. Le Alpi Occidentali vanno dal mwacwcolle di Cadibona al mwac0col Ferret; le Alpi Centrali dal col Ferret al mwac4passo del Brennero; le Alpi Orientali dal passo del Brennero al mwac8Passo di Vrata. Queste tre grandi parti sono suddivise ulteriormente:
• mwadiAlpi Occidentali: mwadmAlpi Marittime, mwadqAlpi Cozie, mwaduAlpi di Provenza, mwadyPrealpi di Provenza, mwadcAlpi del Delfinato, mwadgPrealpi del Delfinato, mwadkPrealpi di Savoia, mwadoAlpi Graie;
• mwadwAlpi Centrali: mwad0Alpi Pennine, mwad4Alpi Lepontine, mwad8Alpi Retiche, mwaeaAlpi Bernesi, mwaeeAlpi Glaronesi, mwaeiPrealpi Svizzere, mwaemAlpi Bavaresi, mwaeqPrealpi lombarde;
• mwaeyAlpi Orientali: mwaecAlpi Noriche, mwaegDolomiti, mwaekAlpi Carniche, mwaeoAlpi Giulie, mwaesCaravanche, mwaewAlpi Salisburghesi, mwae0Alpi austriache, mwae4Prealpi di Stiria, mwae8Prealpi Venete, mwafaCarso.
SOIUSA
Nel 2005 è stata presentata ufficialmente la classificazione SOIUSA, acronimo di mwafoSuddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino, allo scopo di uniformare le denominazioni utilizzate negli Stati dell'area alpina. Questa classificazione prevede due grandi parti (mwafsmwafwAlpi Occidentali e mwaf0mwaf4Alpi Orientali) anziché le tre della Partizione delle Alpi e della mwaf8suddivisione didattica tradizionale italiana, in accordo con le classificazioni in uso in Austria, e un'ulteriore suddivisione in cinque settori, 36 sezioni e 132 mwagasottosezionicite-ref-25[25].
Si elencano i cinque settori, con la loro suddivisione nelle 36 sezioni:
• mwaggAlpi Sud-occidentali: mwagkAlpi Liguri; mwagoAlpi Marittime e mwagsPrealpi di Nizza; mwagwAlpi e Prealpi di Provenza; mwag0Alpi Cozie; mwag4Alpi del Delfinato; mwag8Prealpi del Delfinato.
• mwaheAlpi Nord-occidentali: mwahiAlpi Graie; mwahmPrealpi di Savoia; mwahqAlpi Pennine; mwahuAlpi Lepontine; mwahyPrealpi Luganesi; mwahcAlpi Bernesi; mwahgAlpi Glaronesi; mwahkPrealpi Svizzere.
• mwahsAlpi Centro-orientali: mwahwAlpi Retiche occidentali; mwah0Alpi Retiche orientali; mwah4Alpi dei Tauri occidentali; mwah8Alpi dei Tauri orientali; mwaiaAlpi di Stiria e Carinzia; mwaiePrealpi di Stiria.
• mwaimAlpi Nord-orientali: mwaiqAlpi Calcaree Nordtirolesi; mwaiuAlpi Bavaresi; mwaiyAlpi Scistose Tirolesi; mwaicAlpi Settentrionali Salisburghesi; mwaigAlpi del Salzkammergut e dell'Alta Austria; mwaikAlpi Settentrionali di Stiria; mwaioAlpi della Bassa Austria.
• mwaiwAlpi Sud-orientali: mwai0Alpi Retiche meridionali; mwai4Alpi e Prealpi Bergamasche; mwai8Prealpi Bresciane e Gardesane; mwajaDolomiti; mwajePrealpi Venete; mwajiAlpi Carniche e della mwajmGail; mwajqAlpi e mwajuPrealpi Giulie; mwajyAlpi di Carinzia e di Slovenia; mwajcPrealpi Slovene.
Suddivisioni nazionali
Sono diffuse anche le tradizionali classificazioni nazionali, che considerano soltanto la parte del sistema alpino ricadente nei vari territori nazionali e, a volte, le zone confinanti:
• mwalmsuddivisione didattica tradizionale delle mwalqAlpi italiane;
• suddivisione delle mwalyAlpi italiane proposta dal mwalcClub Alpino Italiano e dal mwalgTouring Club Italiano;
• suddivisione delle mwaloAlpi francesi proposta dal mwalsClub alpino francese;
• suddivisione delle mwal0Alpi svizzere proposta dal mwal4Club alpino svizzero;
• suddivisione delle mwamaAlpi austriache e delle mwameAlpi bavaresi proposta dalla "Suddivisione geografica del territorio austriaco" (mwamiGeographische Raumgliederug Österreich);
• mwamqsuddivisione delle Alpi Orientali proposta dai mwamuClub alpini austro-tedeschi (mwamyDeutscher und Österreichischer Alpenverein); questa classificazione è conosciuta con la sigla "AVE";
• suddivisione delle mwamgAlpi slovene proposta dalla "Suddivisione geografica naturale della Slovenia" (mwamkNaravnogeografska regionalizacija Slovenije).
Idrologia
Dalle Alpi nascono importanti fiumi europei, che vanno a lambire importanti città europee nelle loro rispettive pianure. Lungo le creste più elevate poste in genere lungo i confini geografici delle nazioni interessate passa lo mwamwspartiacque alpino che delimita quattro mwam0bacini idrografici principali:
• a sud il bacino del mwanaMare Adriatico, costituito prevalentemente dalla mwanePianura Padana; in questo bacino si ricordano il mwaniPo e molti suoi affluenti (mwanmAdda, mwanqTicino, ecc.), l'mwanuAdige, il mwanyBrenta, il mwancPiave, il mwangTagliamento, l'mwankIsonzo;
• a ovest il bacino del mwansMar Mediterraneo (costa francese e ligure), quasi interamente occupato dal bacino del mwanwRodano con l'mwan0Isère e altri suoi affluenti (assai secondari sono il mwan4Varo e altri fiumi minori);
• a nordovest il bacino del mwaoaMare del Nord, che viene raggiunto dalle acque del mwaoeReno e dei suoi affluenti (tra cui va ricordato l'mwaoiAar);
Numerosi sono i laghi, quasi tutti di origine mwaosglaciale.
Sul versante meridionale il più grande è il mwapilago di Garda (o Benaco) mentre il più profondo è il mwapmlago di Como (o Lario); altri laghi notevoli sono il mwapqlago Maggiore (o Verbano), il mwapulago d'Orta (o Cusio), il mwapylago di Lugano (o Ceresio), il mwapclago d'Iseo (o Sebino) e altri più piccoli.
Sul versante settentrionale sono particolarmente importanti i laghi posti in territorio mwapksvizzero o sui suoi confini: il mwapolago Lemano (o di Ginevra), che con i suoi mwaps580 km² è il più grande tra tutti i laghi alpini, il mwapwlago di Costanza, il mwap0lago di Neuchâtel, il mwap4lago dei Quattro Cantoni (o di Lucerna), il mwap8lago di Zurigo, il mwaqalago di Thun e molti altri più piccoli. Fuori della Svizzera vanno ricordati il mwaqelago di Annecy e il mwaqilago del Bourget in Francia, il mwaqmlago Atter in Austria, il mwaqqlago dell'Ammer, il mwaqulago di Starnberg e il mwaqylago di Chiem in Germania.
Le Alpi costituiscono anche un serbatoio di acqua dolce, grazie alla presenza dei numerosi mwaqgghiacciai.
Geologia
Le Alpi formano una parte della cintura orogenetica terziaria, chiamata mwaq4catena Alpino-Himalayana, che si estende quasi ininterrottamente dall'Europa sud-occidentale fino all'mwaraAsia, formatasi come risultato della collisione tra la mwareplacca africana e la mwariplacca euroasiatica, evento in cui si è chiuso l'oceano della mwarmTetide. Durante l'mwarqOligocene e il mwaruMiocene enormi sforzi tettonici hanno premuto i mwarysedimenti marini della mwarcTetide, spingendoli contro la placca di mwargEurasia formando quindi le Alpi. All'interno della catena è quindi possibile ritrovare porzioni del vecchio basamento cristallino, che costituisce il substrato dei depositi marini, affiorante in superficie.
Clima
Il clima delle Alpi è il tipico clima delle zone montuose elevate. All'aumentare della quota diminuisce proporzionalmente la mwar0temperatura. A circa mwar43 000 metri di altitudine c'è il mwar8limite delle nevi perennicite-ref-26[26], che a questa altitudine il calore non riesce a fondere completamente. Gli inverni sono lunghi e con abbondanti nevicate, le estati sono fresche e piovose e quindi si formano mwasqghiacciai anche di notevoli dimensioni.
All'aumentare dell'mwasyaltitudine, diminuisce la mwascpressione atmosferica e l'aria contiene minori quantità di mwasgumidità e di mwaskanidride carbonicacite-ref-27[27]. Anche le piante risentono di questo fenomeno: infatti, l'acqua viene sottratta loro più rapidamente, mentre il loro livello di anidride carbonica diminuisce.
Il versante meridionale italiano delle Alpi gode in genere di un clima più mite rispetto ai versanti settentrionali e orientali grazie, oltre alla mwas8latitudine, anche all'azione schermante della mwatacatena montuosa rispetto ai venti provenienti da nord (mwatetramontana), che, in caduta mwatisottovento, possono provocare il tipico effetto mwatmföhn (o favonio)cite-ref-28[28]. A parità di altitudine, mwatgAlpi Orientali e mwatkCentrali tendono ad essere più fredde rispetto a quelle Occidentali per allontanamento dall'Atlantico e avvicinamento al blocco euroasiatico, risentendo a volte delle correnti meridionali (mwatoscirocco e mwatslibeccio) schermate invece dall'mwatwAppennino settentrionale nel caso delle Alpi Occidentali.
La mwat4piovosità è più elevata rispetto alle zone di pianura circostanti (es. mwat8Pianura Padana) e con essa anche la nevosità per effetto dell'altitudine. La stagione più piovosa è l'mwauaautunno, seguita dalla mwaueprimavera; l'mwauiinverno è rigido e moderatamente nevoso, mentre l'mwaumestate è fresca e umida, non mancando di frequenti mwauqrovesci e mwauutemporali. Il clima tende ad essere di tipo continentale o mwauysteppico, cioè freddo d'inverno e caldo e asciutto d'estate, nelle parti interne e a bassa quota delle valli alpine più sviluppate in lunghezza, come, ad esempio, la mwaucValle d'Aosta e l'mwaugAlto Adigecite-ref-29[29].
Il clima e l'idrologia delle Alpi sono soggette a cambiamenti sia di origine naturale sia antropicacite-ref-30[30]cite-ref-31[31]cite-ref-32[32]. Le località più nevose dell'arco alpino italiano risultano essere mwavoLimone Piemonte, mwavsMadesimo e mwavwSella Nevea.
Ambiente
Flora
Un limite naturale della vegetazione è l'altitudine, che si nota dalla presenza dei principali alberi decidui — mwa1mquercia, mwa1qfaggio, mwa1ufrassino e mwa1yacero montano. Questi non raggiungono esattamente la stessa quota, né è frequente che crescano assieme, ma il loro limite superiore di crescita corrisponde in modo abbastanza accurato ai cambiamenti di temperatura verso un clima più freddo che è ulteriormente confermato dai cambiamenti nel manto mwa1cerbaceo nativo. Questo limite di solito rimane circa a mwa1g1200 m sopra il livello del mare sul lato nord delle Alpi, ma a sud spesso sale a mwa1k1500 m, talvolta anche a mwa1o1700 m.
Non si deve supporre che questa regione sia sempre segnata dalla presenza degli alberi caratteristici. L'intervento dell'uomo in molte regioni li ha quasi eliminati e, con l'eccezione delle foreste di faggi delle Alpi mwa1waustriache, una grande foresta di alberi decidui è rara. Molte regioni, dove tali alberi esistevano una volta, sono state occupate dal mwa10pino silvestre e dall'mwa14abete rosso, che soffrono meno le devastazioni delle capre, i peggiori nemici della vegetazione arborea.
L'aroma caratteristico di molti prati alpini durante l'estate è notevolmente influenzato dai mwa2acomposti organici volatili (COV) emessi dalle specie vegetali dominanti. Un esempio notevole è il mwa2eTrifoglio alpino (mwa2iTrifolium alpinum), una pianta foraggera chiave i cui fiori producono un profumo forte, speziato e dolce che domina per intensità gli altri presenti ad alta quotacite-ref-fao-alpinum-33-0[33]cite-ref-34[34].
Fauna
Le specie ritratte nelle immagini seguenti si trovano numerose in diverse aree protette alpine.
Mammiferi
Tra i mwa-aruminanti, uno dei più significativi mammiferi delle Alpi è lo mwa-estambecco, che ha rischiato l'mwa-iestinzione. Salvato grazie all'istituzione del mwa-mParco Nazionale del Gran Paradiso, è stato poi reintrodotto anche in altre aree protette delle Alpi ed è oggi considerato fuori pericolocite-ref-35[35].
L'affine mwa-kcamoscio alpino ha visto anch'esso una forte diminuzione per la mwa-ocaccia eccessiva, ma con problemi meno gravi dello stambecco; è diffuso in tutta l'area alpina, seppur in modo discontinuocite-ref-36[36]. I camosci alpini appartengono alla stessa specie dei camosci dei Carpazi (mwa-8Rupicapra rupicapra, sottospecie diverse), ma non dei camosci degli Appennini, che sono invece una sottospecie di mwa-aRupicapra pyrenaicacite-ref-37[37].
Sono diffusi inoltre il mwa-ycervo rosso (o cervo nobile), il mwa-ccapriolo e, in qualche zona, anche il mwa-gdaino, introdotto dall'uomo già in epoca medioevale. Successivamente in alcune parti delle Alpi (p. es. mwa-kAdamello, mwa-oAlpi Marittime) è stato introdotto il mwa-smuflonecite-ref-pnab-38-0[38].
I mwbaecarnivori più grossi erano il mwbailupo grigio, l'mwbamorso bruno e la mwbaqlince europea, tutti cacciati intensamente e scomparsi dall'intero arco alpino entro il 1915 circa, con la sola eccezione di una piccola popolazione di orsi in mwbauTrentino. Il lupo è tornato sulle Alpi a partire dalle popolazioni appenniniche, raggiungendo, intorno al 1990, le Alpi Occidentalicite-ref-39[39] e, dopo il 2000, anche le Alpi Centralicite-ref-40[40]. Anche nelle Alpi Orientali è ormai accertato da pochi anni l'arrivo del lupocite-ref-41[41], dove però potrebbero incontrarsi sia esemplari provenienti da ovest (lupi appenninici) che esemplari orientali (lupi balcanici provenienti dalla Slovenia).
Uccelli
Altri vertebrati
Invertebrati
Aree naturali protette
Le Alpi sono sede di numerosi mwbb8parchi nazionali all'interno di ciascuno Stato a testimonianza della loro importanza naturalistica. In Italia si trovano il mwbcaParco nazionale del Gran Paradiso, il mwbceParco nazionale dello Stelvio, il mwbciParco nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il mwbcmParco nazionale della Val Grande e numerosi altri parchi regionali e naturali. In Francia il mwbcqParco nazionale della Vanoise, il mwbcuParco nazionale degli Écrins e il mwbcyParco nazionale del Mercantour. In Austria il mwbccParco Nazionale degli Alti Tauri, il mwbcgParco nazionale Gesäuse, mwbckParco nazionale Kalkalpen.
Popolazione
Le Alpi sono abitate in tutto da più di 14 milioni di persone.cite-ref-42[42]
Le più grandi città dell'arco alpino sono mwbduGrenoble (mwbdyFrancia) con mwbdc157 424 abitanti, mwbdgInnsbruck (mwbdkAustria) con mwbdo122 458, mwbdsTrento (mwbdwItalia) con mwbd0117 185, mwbd4Bolzano (mwbd8Italia) con mwbea106 441 e mwbeeLugano (mwbeiSvizzera) con mwbem68 677 e mwbeq150 000 nell'hinterland.
I francesi chiamano Grenoble "Capitale delle Alpi" (Capitale des Alpes), gli austriaci chiamano Innsbruck "Capitale delle Alpi" (die Haupstadt der Alpen), mentre in Italia viene chiamata mwbeyTorino "Capitale delle Alpi" (mwbec892 649 abitanti), sorgendo in una pianura posta direttamente ai piedi delle Alpi.cite-ref-43[43]
Nel 2013 la popolazione totale delle Alpi era di mwbe014 232 088 abitanti; con un'area considerata di mwbe4190717 km² la densità media risultava di circa 74,6 abitanti/km².cite-ref-44[44]
Questi sono per la maggior parte francofoni, germanofoni e italofoni. Significativa è anche la comunità slovena. Tuttavia, a causa dell'isolamento dovuto alla conformazione orografica, le Alpi hanno permesso più di altre aree la sopravvivenza di minoranze linguistiche. Ad esempio nelle valli Po, Maira e Varaita si è conservato per secoli l'uso della mwbfqlingua provenzale, che invece il governo francese ha bandito dall'uso ufficiale e religioso. Analogamente è successo per la mwbfulingua francoprovenzale in mwbfyValle d'Aosta. Le lingue retoromanze o ladine (mwbfcfriulano, mwbfgromancio e mwbfkladino dolomitico), poi, sono parlate solo (eccetto il mwbfofriulano) nelle Alpi. Come solo nelle Alpi sono parlati alcuni dialetti mwbfstedeschi meridionali, come il mwbfwWalser, il mwbf0Cimbro e il mwbf4Mocheno. Nelle vallate alpine meridionali sono parlate (di più che nella Pianura Padana) le mwbf8lingue gallo-italiche, cioè il mwbgaligure, il mwbgepiemontese, il mwbgilombardo e il mwbgmveneto.
Quanto alla religione, le Alpi sono prevalentemente cattoliche. Sono protestanti i cantoni svizzeri, escluso il mwbguTicino, che è a maggioranza cattolica. Ma anche a questo riguardo bisogna dire che le Alpi, grazie alla configurazione del territorio, sono state per secoli il rifugio di una minoranza, la comunità mwbgyvaldese, che era sorta a mwbgcLione, ma ne era dovuta fuggire a causa delle persecuzioni.
Comuni e centri abitati più elevati
Trasporti
• mwblcKarlsruhe – mwblgFriburgo in Brisgovia – mwblkBasilea – mwbloZurigo – mwblsSan Gottardo – mwblwBellinzona – mwbl0Lugano – mwbl4Milano
• mwbm8Monaco di Baviera – mwbnaGarmisch-Partenkirchen – mwbneInnsbruck – mwbniBrennero – mwbnmBolzano – mwbnqVerona
• Monaco di Baviera – mwbnwRosenheim – mwbn0Bad Reichenhall – mwbn4Salisburgo – Villacomwbn8 – Udinemwboa – Trevisomwboe – Mestre
Turismo
Le Alpi hanno avuto dal secolo scorso un importante sviluppo del turismo. Già nel mwbooXIX secolo gli mwbosinglesi benestanti esaltavano il concetto di Alpi come mwbowplayground of Europe (v. mwbo0Alpinismo). L'offerta dell'industria turistica alpina copre tutte le stagioni con proposte diversificate: mwbo4sport invernali, turismo degli amanti delle escursioni e delle arrampicate, mwbo8turismo termale, mwbpaturismo religioso. Per molte comunità alpine il turismo è diventato la principale se non l'unica fonte di redditocite-ref-45[45] fagocitando le attività tradizionali, relegate ad un ruolo marginale.cite-ref-46[46].
Secondo lo studio del 2021 di un rivenditore sportivo online, l'Italia offre "l'esperienza alpina definitiva". Con una quota di superficie del 27,3%, l'Italia offre le migliori condizioni per una vacanza attiva nelle Alpi. Lo studio conta un'infrastruttura turistica con mwbpo60 000 chilometri di sentieri, 253 rifugi di montagna e mwbps20 327 alloggi per la notte, nonché un paesaggio alpino unico con 217 cime sopra i mwbpw3 000 metri e 38 cime sopra i mwbp04 000 metri. Le regioni alpine più popolari in Italia sono l'Alto Adige, le Dolomiti e le Alpi Liguri sul Mar Mediterraneo.cite-ref-47[47]
Famose in Italia sono stazioni invernali ed estive come mwbqmSestriere, mwbqqCourmayeur, mwbquBreuil-Cervinia, mwbqyAlagna Valsesia, mwbqcMacugnaga, mwbqgMadesimo, mwbqkLivigno, mwbqoBormio, mwbqsTonale, mwbqwMadonna di Campiglio, mwbq0Cortina d'Ampezzo, mwbq4Foppolo, ecc. in Francia mwbq8Chamonix, mwbraCourchevel, mwbreTignes, mwbriMéribel, mwbrmMorzine, mwbrqLes Deux Alpes, ecc., in Svizzera mwbruZermatt, mwbrySaas-Fee, mwbrcSankt Moritz, mwbrgWengen, mwbrkAdelboden, mwbroVeysonnaz, mwbrsCrans-Montana, mwbrwGstaad, mwbr0Lenzerheide, mwbr4Davos, ecc., in Austria mwbr8Kitzbühel, mwbsaSoelden, mwbseSchladming, mwbsiLienz, mwbsmFlachau, mwbsqSaalbach-Hinterglemm, mwbsuSankt Anton, mwbsyNassfeld-Pramollo, ecc., in Slovenia mwbscKranjska Gora, mwbsgPlezzo, mwbskMaribor, ecc., in Germania mwbsoGarmisch-Partenkirchen, ecc.
Gli ambientalisti e una parte degli abitanti locali temono però sempre maggiormente i danni che il mwbswturismo di massa può arrecare e invocano sempre più spesso dei limiti all'utilizzo turistico delle Alpi. Ad esempio, vengono costruite sempre più vie di comunicazione attraverso le montagne, vengono alterate le strutture dei villaggi, aumentano i rifiuti da smaltire. D'altra parte, lo sviluppo delle infrastrutture turistiche ha già toccato in diverse vallate il suo limite perché la superficie utile è limitata da pericoli naturali (valanghe, frane, ecc.). Alcune tragiche disgrazie negli ultimi anni (ad esempio a mwbs0Galtür, in mwbs4Tirolo, nel febbraio 1999) hanno evidenziato questa problematica.
Il turismo itinerante rappresenta invece un esempio di turismo ecologicamente sostenibile ("turismo dolce"), in particolar modo se riscopre vallate semi-abbandonate e minacciate dall'emigrazione, contribuendo ad assicurare una fonte di introiti per le popolazioni originarie. Questo tipo di turismo viene pubblicizzato in maniera esemplare dalla mwbtaGrande Traversata delle Alpi in mwbtePiemonte.
Condizioni
La varietà paesaggistica, le bellezze culturali e le particolari condizioni climatiche sono prerequisiti ottimali per l'utilizzo turistico delle Alpi, poiché permettono offerte differenziate per i diversi interessi turistici (ad es. turismo di relax, attivo, di cura, culturale, ecc.). In estate sono possibili soggiorni riposanti o energizzanti (trekking, passeggiate, turismo balneare sui laghi), e soprattutto la vacanza sportiva nella sua forma più elevata, l'mwbtsalpinismo. Questa è stata anche l'attività che ha inaugurato lo sviluppo turistico delle Alpi. In particolar modo fu il turismo inglese a lasciare un'impronta decisiva al termine del XIX secolo. Già all'epoca vennero organizzati dall'inglese mwbtwThomas Cook dei viaggi di massa dalla mwbt0Gran Bretagna verso le Alpi. In inverno le Alpi sono un'attrattiva mondiale per gli sport invernali, fra i quali domina lo mwbt4sci nelle sue diverse evoluzioni e varianti. Negli ultimi decenni il turismo invernale ha però ceduto il passo alla sua variante estiva in numerose aree della catena montuosa.
Vantaggi e pericoli
Attraverso il turismo di massa si creano posti di lavoro e introiti a livello regionale, e si può ridurre lo spopolamento delle aree montane. Il turismo alpino è però spesso concentrato solo in determinati territori, città o paesi. Nei grandi territori privi di turismo di massa l'emigrazione è infatti ancora rilevante. Spesso si incontrano a breve distanza aree di grande sfruttamento e "terre di nessuno", almeno a livello turistico. Questo fenomeno si riscontra prevalentemente nelle Alpi italiane, anche a causa della loro estensione.
Le popolazioni alpine sono ormai fortemente dipendenti dal turismo di massa. A questo fenomeno si sottomettono spesso intere aree del vivere civile, e talvolta le identità o le particolarità regionali si riducono a semplici cliché. Inoltre le condizioni di lavoro legate al turismo offrono spesso prospettive limitate e non interessanti (orari di lavoro estremamente flessibili, compensi ridotti, elevata stagionalità). I lavoratori che non vogliono o non possono sottostare a queste condizioni trovano soltanto le alternative dell'emigrazione o del pendolarismo.
L'intensivo turismo ha portato anche problemi mwbumecologicicite-ref-48[48], come inquinamento, problemi di smaltimento dei rifiuti, incremento del traffico stradale e "inquinamento estetico", ad esempio a causa di strutture altamente tecnologiche come le mwbugfunivie, che hanno un notevole impatto ambientale.
Patrimoni dell'umanità
Con una lunghezza di 23 chilometri e uno spessore di 900 metri, il mwbusghiacciaio dell'Aletsch è stato il primo sito naturale dell'arco alpino, insieme a mwbuwJungfrau, mwbu0Mönch, mwbu4Eiger, mwbu8Bietschhorn, a essere inserito tra i mwbvapatrimoni dell'umanità dell'mwbveUNESCO.
Nelle Alpi ci sono in tutto diciassette siti del Patrimonio mondiale suddivisi tra Italia, Germania, Svizzera ed Austria, di cui tre transfrontalieri.
Patrimonio naturale
• Arena tettonica di Sardona (Svizzera)
• Dolomiti (Italia)
• Monte San Giorgio (Svizzera/Italia)
Patrimonio culturale.
• Incisioni rupestri della Val Camonica (Italia)
• Monastero di San Giovanni in Val Müstair (Svizzera)
• Chiesa del Pellegrinaggio di Wies (Germania)
• Abbazia di San Gallo (Svizzera)
• Centro storico di Salisburgo (Austria)
• Ferrovia del Semmering (Austria)
• Centro storico di Graz e Castello Eggenberg (Austria)
• Castelli, mura e bastioni della città-mercato di Bellinzona (Svizzera)
• Sacri Monti di Piemonte e Lombardia (Italia)
• Ferrovia Retica (Svizzera/Italia)
• Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi (Italia, Francia, Slovenia, Svizzera Germania ed Austria)
• Longobardi in Italia: i luoghi del potere (solo alcuni di essi sono nelle Alpi)
Galleria d'immagini
Note
cite-note-hun-11. All'interno dei confini ungheresi è compresa una parte dei mwbw4Monti Kőszeg, un massiccio di rocce cristalline delle mwbw8Alpi orientali, vedi mwbxa(mwbxemwbxiEN) Márton Pécsi e Béla Sárfalvi, mwbxmmwbxqPhysical and Economic Geography of Hungary, Corvina Press, 1977, p.mwbxu 60. mwbxyURL consultato il 13 febbraio 2021.
cite-note-22. ↑ L'idea delle Alpi come catena montuosa più importante d'Europa è un'opinione largamente condivisa a livello internazionale, e dunque presente in numerosi testi. Se ne segnalano almeno alcuni, in varie lingue. mwbxomwbxsPicardi Ilenia, mwbxwClima Fukushima, edizioni Il Saggiatore,, 2011. ISBN 9788865761014. mwbx4AA. VV. mwbx8Il grande libro delle domande e risposte, Script edizioni, 2012, p. 86. mwbyamwbye(mwbyimwbymENmwbyq) Hrvoje Petrić, Ivana Žebec Šilj (a cura di), mwbyuEnvironmentalism in Central and Southeastern Europe: Historical Perspectives, edizioni Rowman & Littlefield, 2017, ISBN 9781498527651. mwbycmwbyg(mwbykmwbyoESmwbys) AA. VV. mwbywDiccionario enciclopédico Espasa, volume 6, edizioni Espasa-Calpe, 1978, p. 189, ISBN 9788423947867.
cite-note-33. ↑ Molti testi anglosassoni (con l'importante eccezione dell'Enciclopedia Britannica) includono il territorio del mwbzeCaucaso in Europa. Seguendo questo criterio, il monte Bianco viene superato in altezza dal mwbzimonte Elbrus e da altre montagne della mwbzmcatena del Caucaso. Nella letteratura geografica italiana, russa e di altri paesi, invece, il confine sud-orientale viene posto lungo la mwbzqdepressione del Kuma-Manyč e il Caucaso è considerato parte dell'Asia. Questa seconda soluzione fu indicata nel 1730 dal geografo e cartografo svedese mwbzuPhilip Johan von Strahlenberg e adottata dalla mwbzySocietà geografica russa. Tra i testi che non considerano europea la regione del Caucaso (e che conseguentemente ritengono che il Monte Bianco sia il più alto d'Europa) si citano: mwbzcmwbzgAA. VV., mwbzkCalendario Atlante De Agostini 2013, edito da De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 (consultabile su mwbzsGoogle ricerca libri: vedimwbzwmwbz0mwbz4p. 80.). mwbz8Voce mwbaaЕвропа (Europa) della mwbaeGrande enciclopedia sovietica (Большая советская энциклопедия) mwbaivoce mwbamEurope (Europa) dell'Enciclopedia BritannicamwbaqmwbaumwbayEurope - Facts, Land, People, & Economy - Britannica. (mwbacEurope - Enciclopedia Britannica).
cite-note-44. ↑ Il parco in questione è il mwbasParco Nazionale Svizzero. Sito della mwbawCommissione internazionale per la protezione delle Alpi, rapporto annuale 2018mwba0mwba4mwba8mwbbaAree protette.
cite-note-55. ↑ Per l'Italia è il mwbbqParco nazionale del Gran Paradiso, per la Francia il mwbbuParco nazionale della Vanoise.
cite-note-66. ↑ Ferlaino, Rota mwbbkLa montagna italiana. Confini, identità e politiche, edizioni FrancoAngeli, 2013, p. 38. ISBN 9788820440800
cite-note-77. ↑ mwbb4mwbb8Alex Cittadella, mwbcaBreve storia delle Alpi tra clima e meteorologia, FrancoAngeli, 2019, p. 21 - ISBN 9788891781956; mwbciLuigi Zanzi, mwbcmCiviltà alpina, in: Luigi Luca Cavalli - Sforza, mwbcqCiviltà alpina ed evoluzione umana, Jaca Book, 2012 - ISBN 9788816411746.
cite-note-88. ↑ Maria Anna Bertolino, Federica Corrado, mwbckCultura alpina contemporanea e sviluppo del territorio, Franco Angeli 2017 - ISBN 9788891753984.
cite-note-99. ↑ Edoardo Martinengo, mwbc4Le Alpi per l'Europa, Editoriale Jaca Book, 1988 - ISBN 9788816950498.
cite-note-1010. ↑ Sul turismo come attività economica dominante nelle Alpi: mwbdmmwbdqFrancesco Giordana, mwbduLa comunicazione del turismo tra immagine, immaginario e immaginazione, Franco Angeli, 2004, p. 64 - ISBN 9788846453730. Sul turismo alpino in genere: mwbdcmwbdgLuca Savoja, mwbdkLa costruzione sociale del turismo, G. Giappichelli, 2005 - ISBN 9788834853672.
cite-note-1111. ↑ F. Bartalletti, mwbd4Prospettive turistiche nelle Alpi, in mwbd8Politiche per lo sviluppo sostenibile della montagna (curatore Antonio Massarutto), edizioni FrancoAngeli, 2013, p. 108. ISBN 9788846494405.
cite-note-1212. ↑ mwbeqLetteratura e sport: per una storia delle Olimpiadi..., edizioni Interlinea, 2006, p. 52. ISBN 9788882125608.
cite-note-1313. ↑ Fest. mwbekde verb. sign. I, mwbeos.v. mwbesalbum: Sabini tamen alpum dixerunt: unde credi potest nomen Alpium a candore nivium vocitatum.
cite-note-1414. ↑ mwbe8AA.VV, mwbfamwbfePiemonte (non compresa Torino), Touring club italiano, 1976, p.mwbfi 204. mwbfmURL consultato il 3 novembre 2019.
cite-note-1515. ↑ La zona è interessata dal mwbfcmwbfgGruppo di Voltri, situato nel comune di Genova e che prende nome dal quartiere occidentale genovese.
cite-note-atlante-1616. ↑ Sergio Marazzi, mwbf4Atlante orografico delle Alpi, edizioni Priuli & Verlucca, 2005, p.20, vedimwbf8mwbgamwbgepagine 1-3 e tavola "Tradizionale tripartizione italiana delle Alpi" (mwbgimwbgmPDF) mwbgq(archiviato dall'mwbguurl originale il 22 luglio 2011).
cite-note-1717. ↑ Essendo numerosissimi i testi che usano questa suddivisione, se ne riportano solo alcuni, a mero titolo di esempio, tra quelli più diffusi delle principali case editrici. mwbgkmwbgoCarlo Griguolo, Chiara Forgieri, Daniela Romagnoli, mwbgsIl nuovo giramondo, edizioni Paravia, 2014, p. 16 ISBN 9788839507532; mwbg0Eduardo Garzanti ed altri, mwbg4Il libro Garzanti della Geografia, edizioni Garzanti, 1995, p. 50; mwbg8F. Cassone, D. Volpi, M. Ramponi, F. Dobrowolni, mwbhaL'Argonauta, edizioni Lattes, 1996, p. 59; mwbheG. Pittella (a cura di), mwbhiItinerari attraverso l'Italia, edizioni Giunti Marzocco, 1990, p. 94; mwbhmGuide rosse del TCI, volume mwbhqTrentino-Alto Adige, Touring editore, p. 12; mwbhuValerio Lugani (a cura di), mwbhyMeravigliosa Italia, enciclopedia delle regioni, volume mwbhcTrentino-Alto Adige, edizioni Aristea (capitolo mwbhgIl suo aspetto); mwbhkGiuseppe Morandini, mwbhoTrentino-Alto Adige. 2ª edizione riveduta e aggiornata, edizioni UTET, 1971, p. 49; mwbhsM. Carazzi, F. Lebrun, V. Prevot, S. Torresani, mwbhwSpazi e civiltà, edizioni Giunti-Marzocco, 1981, tav. 20; mwbh0Ricciarda Simoncelli, mwbh4Conoscere l'Italia, edizioni Le Monnier, 1984, p. 22; mwbh8Lorenzo Bersezio, mwbiaI territori dell'uomo, Edizioni De Agostini, 1999, p. 143.
cite-note-1818. ↑ I mwbiqMonti Sopron e i mwbiuMonti Kőszeg, in Ungheria, chiamati mwbiyAlpokalja, fanno parte della catena alpina.
cite-note-1919. ↑ mwbiomwbismwbiwAlpi, su mwbi0treccani.it, Istituto Treccani. mwbi4URL consultato il 25 luglio 2017.
cite-note-2020. ↑ mwbjimwbjmPer la SOIUSA:mwbjqmwbjumwbjyLa “Suddivisione Orografica internazionale unificata del Sistema Alpino” (SOIUSA) (mwbjcmwbjgPDF) mwbjk(archiviato dall'mwbjourl originale il 22 luglio 2011).; mwbjsPer la Partizione delle Alpi: mwbjwNomi e limiti delle grandi parti del sistema alpino, Comitato Geografico Nazionale Italiano, Atti del IX. Congresso Geografico Italiano tenuto dal 22 al 30 aprile 1924. Vedimwbj0mwbj4mwbj8Elenco descrittivo delle grandi parti del Sistema Alpino, p. 146 (mwbkamwbkeJPG) mwbki(archiviato dall'mwbkmurl originale il 23 giugno 2019).; mwbkqPer la suddivisione didattica: Enciclopedia Treccani, voce mwbkumwbkymwbkcPrealpi.; mwbkgPer la classificazione austro-tedesca delle Alpi Orientali: Autori vari, enciclopedia mwbkkL'Universo, volume 82, Edizioni 4-6, Istituto geografico militare, 2002, p. 486. mwbko(mwbksmwbkwDEmwbk0) Franz Grassler, mwbk4Alpenvereinseiteilungen der Ostalpen (AVE). Zeitschrift des Deutschen und Österreichischen Alpenvereins, 1984, pp. 215-224.
cite-note-211. Sul totale della superficie
cite-note-2222. ↑ Secondo il criterio seguito in molti paesi, la cima più alta del continente europeo è il mwbluMonte Bianco, in quanto i territori del mwblyCaucaso, dove sorgono monti più alti, non vengono considerati parte dell'mwblcEuropa, ma dell'mwblgAsia. Tra i testi che considerano asiatica la regione del Caucaso (e conseguentemente considerano il Monte Bianco come vetta più alta d'Europa) si citano: mwblkmwbloAA. VV., mwblsCalendario Atlante De Agostini 2013, edito da De Agostini, 2012, ISBN 9788851117054 mwbl0mwbl4mwbl8p. 80.). mwbmamwbme(mwbmimwbmmRUmwbmq) Voce mwbmuЕвропа (Europa) della mwbmyGrande enciclopedia sovietica (Большая советская энциклопедия) mwbmcmwbmg(mwbmkmwbmoENmwbms) voce mwbmwEurope (Europa) dell'Enciclopedia Britannica mwbm0mwbm4mwbm8Europe. (mwbnaEurope - Enciclopedia Britannica). Nel caso in cui invece i territori caucasici siano considerati europei, ossia secondo il criterio seguito da molti testi anglosassoni, con l'importante eccezione dell'Enciclopedia Britannica, il monte europeo più alto risulterebbe essere l'mwbneElbrus.
cite-note-2323. ↑ mwbnumwbnyEnrico Camanni (a cura di), mwbncIl Grande Dizionario Enciclopedico delle Alpi, in collaborazione con Club Alpino Italiano, edizioni Priuli & Verlucca, 2007. ISBN 9788880683926. mwbnkSylvain Jouty, Pascal Kober, Dominique Vulliamy, mwbnoDictionnaire encyclopédique des Alpes, volume 1, edizioni Glénat, 2006. ISBN 9782723435277.
cite-note-2424. ↑ Sergio Marazzi. mwbn8Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA. Pavone Canavese (TO), mwboaPriuli & Verlucca editori, 2005.
cite-note-2525. ↑ mwboqmwbouSergio Marazzi, mwboyAtlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.
cite-note-2626. ↑ mwbooPerosino G.C., mwbosmwbow2 Paesaggi disegnati dal ghiaccio (mwbo0mwbo4PDF), in mwbo8Scienze della Terra, Torino, CREST, 2012. mwbpaURL consultato il 13 febbraio 2021.
cite-note-2727. ↑ mwbpq(mwbpumwbpyFR) mwbpcmwbpgMountain Environments (mwbpkmwbpoPDF), su mwbpsunep-wcmc.org. mwbpwURL consultato il 1º giugno 2006 mwbp0(archiviato dall'mwbp4url originale il 21 giugno 2006).
cite-note-2828. ↑ mwbqiCristofaro Mennella, mwbqmmwbqqIl clima d'Italia: i climi compartimentali della regione italiana, Fratelli Conte Editori, 1967, p.mwbqu 47. mwbqyURL consultato il 14 febbraio 2021.
cite-note-2929. ↑ mwbqomwbqsmwbqwAlpi, su mwbq0sapere.it, De Agostini Editore. mwbq4URL consultato il 14 febbraio 2021.
cite-note-3030. ↑ mwbri(mwbrmmwbrqEN) Matthias Huss, Regine Hock e Andreas Bauder, mwbrumwbry100-year mass changes in the Swiss Alps linked to the Atlantic Multidecadal Oscillation, in mwbrcGeophysical Research Letters, vol.mwbrg 37, n.mwbrk 10, 1º maggio 2010, pp.mwbro L10501, mwbrsDOI:mwbrw10.1029/2010GL042616/abstract. mwbr0URL consultato l'8 novembre 2016.
cite-note-3131. ↑ mwbse(mwbsimwbsmEN) Matteo Zampieri, Enrico Scoccimarro e Silvio Gualdi, mwbsqmwbsuAtlantic influence on spring snowfall over the Alps in the past 150 years, in mwbsyEnvironmental Research Letters, vol.mwbsc 8, n.mwbsg 3, 1º gennaio 2013, p.mwbsk 034026, mwbsoDOI:mwbss10.1088/1748-9326/8/3/034026, mwbswISSNmwbs0 1748-9326. mwbtuURL consultato l'8 novembre 2016.
cite-note-3232. ↑ mwbtkMatteo Zampieri, Enrico Scoccimarro e Silvio Gualdi, mwbtomwbtsObserved shift towards earlier spring discharge in the main Alpine rivers, in mwbtwScience of The Total Environment, 503–504, 15 gennaio 2015, pp.mwbt0 222-232, mwbt4DOI:mwbt810.1016/j.scitotenv.2014.06.036. mwbuaURL consultato l'8 novembre 2016.
cite-note-fao-alpinum-3333. ↑ mwbuq(mwbuumwbuyEN) mwbucmwbugSite specific grasses and herbs: Trifolium alpinum, su mwbukFAO..
cite-note-3535. ↑ mwbvc(mwbvgmwbvkEN) Aulagnier, S., Kranz, A., Lovari, S., Jdeidi, T., Masseti, M., Nader, I., de Smet, K., Cuzin, F., 2008, mwbvomwbvsCapra ibex, su mwbvwmwbv0IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwbv4IUCN, 2020. mwbv8URL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-3636. ↑ mwbwm(mwbwqmwbwuEN) Aulagnier, S., Giannatos, G., Herrero, J., 2008, mwbwymwbwcRupicapra rupicapra, su mwbwgmwbwkIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwbwoIUCN, 2020. mwbwsURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-3737. ↑ mwbw8(mwbxamwbxeEN) Herrero, J., Lovari, S., Berducou, C., 2008, mwbximwbxmRupicapra pyrenaica, su mwbxqmwbxuIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwbxyIUCN, 2020. mwbxcURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-pnab-3838. ↑ mwbxsmwbxwmwbx0Fauna, su mwbx4Parco Naturale Adamello-Brenta. mwbx8URL consultato il 23 dicembre 2017 mwbya(archiviato dall'mwbyeurl originale il 24 dicembre 2017).
cite-note-3939. ↑ mwbyumwbyymwbycCentro faunistico Uomini e Lupi, su mwbygParco delle Alpi Marittime. mwbykURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-4040. ↑ mwby0mwby4mwby8Situazione in Svizzera, su mwbzaKora. mwbzeURL consultato il 23 dicembre 2017 mwbzi(archiviato dall'mwbzmurl originale il 24 dicembre 2017).
cite-note-4141. ↑ mwbzcG.Drogo, mwbzgmwbzkIl ritorno del lupo sull'Altopiano di Asiago, su mwbzoneXt Quotidiano, 5 aprile 2017. mwbzsURL consultato il 23 dicembre 2017.
cite-note-4242. ↑ mwbz8Paolo Angelini e Marcello Emma, mwb0aLa convenzione delle Alpi per la popolazione e la cultura alpine, in mwb0ePopolazione e cultura: le Alpi di oggi, FrancoAngeli, 2015, p.mwb0i 21.
cite-note-4343. ↑ mwb0ymwb0cmwb0gTorino 'capitale delle Alpi', ospiterà la XIII Conferenza, su mwb0kadnkronos.com.
cite-note-4444. ↑ mwb00AA.VV., mwb04mwb08Cambiamenti demografici nelle Alpi (mwb1amwb1ePDF), Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, p.mwb1i 17. mwb1mURL consultato il 23 maggio 2017 mwb1q(archiviato dall'mwb1uurl originale il 12 aprile 2017).
cite-note-4545. ↑ Michil Costa, mwb1kFuTurismo. Un accorato appello contro la monocultura turistica,2020, Raetia, ISBN 978-88-7283-789-4
cite-note-4646. ↑ mwb14Marco Aime, Davide Papotti, mwb18L'altro e l'altrove. Antropologia, geografia, turismo, cap.II mwb2aModalità di produzione e circolazione dell'immagine turistica, pag. 115 mwb2eImolti volti delle Alpi, Einaudi, 2012, ISBN 978 8806 20505 8
cite-note-4747. ↑ mwb2ymwb2cmwb2gL’esperienza alpina definitiva - lo studio outdoor | KELLER SPORTS mwb2k[ITmwb2o], su mwb2skeller-sports.it. mwb2wURL consultato il 18 ottobre 2021 mwb20(archiviato dall'mwb24url originale il 18 ottobre 2021).
cite-note-4848. ↑ mwb3imwb3mmwb3qLmwb3u'impronta umana del turismo montano (sopra e sotto la superficie) - OggiScienza, su mwb3yoggiscienza.it.
Bibliografia
• mwb3oSergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese (TO), Priuli & Verlucca, 2005.
• mwb3wAmedeo Benedetti, mwb30Enciclopedia Italiana Treccani e la montagna illustrata, "La Rivista", Torino, Club Alpino Italiano, settembre-ottobre 2008, pp.mwb34 71–73.
• mwb4aLuigi Zanzi, mwb4eLe Alpi nella storia d'Europa, Torino, CDA & Vivalda, 2004, ISBN 88-7480-049-5.
• Enrico Camanni mwb4qet Al. (a cura di), mwb4uLe Alpi: il grande dizionario, 12 volumi, Scarmagno (TO), Priuli & Verlucca, 2007, ISBN 978-88-8068-374-2.
• mwb4gMarcella Morandini, Sergio Reolon, Alpi regione d'Europa. Da area geografica a sistema politico, Venezia, Marsilio, 2010, ISBN 978-88-317-0624-7. URL consultato il 5 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
• mwb4oFabrizio Bartaletti, mwb4sLe Alpi. Geografia e cultura di una regione nel cuore dell’Europa, Milano, FrancoAngeli, 2011.
• mwb40Werner Bätzing, mwb44Le Alpi. Una regione unica al centro dell’Europa (ed. it. a cura di Fabrizio Bartaletti), Torino, Bollati Boringhieri, 2005.
Voci correlate
• mwb5iPiani altitudinali
• mwb5qFlora alpina
• mwb5gVette alpine per prominenza
• mwb5oAlpi italiane
• mwb5wAlpinismo
• mwb54Alpini
• mwb6aConvenzione delle Alpi
• mwb6qMa con gran pena le reca giù
• mwb6yStoria delle Alpi
• mwb6gMacroregione alpina
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikisource contiene una poesia di Matteo Bandello del XVI secolo: Alpi nevose, che le corna al cielo
• Wikiquote contiene citazioni sulle Alpi
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Alpi»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulle Alpi
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Alpi
Collegamenti esterni
• mwb68Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, su cipra.org. URL consultato il 22 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2007).
• mwb7eLe Alpi nella Tabula Peutingeriana, su viestoriche.net.
• mwb7mLe grandi Alpi nella cartografia, su viestoriche.net.
• mwb7uAlpi Sud-occidentali, su alpisudoccidentali.altervista.org.